A sostegno del biologico e dei suoi impatti ambientali e sociali, qui sotto si riporta il link a un importante lavoro svolto da un gruppo di ricercatori italiani.

Se siete tecnici, ricercatori, agricoltori, cittadini e condividete quanto scritto, sostenetelo e fatelo circolare.

Il documento su ResearchGate è scaricabile qui: contributi di approfondimento scientifico sull’agricoltura biologica.

A confutare le tesi dei detrattori dell’agricoltura biologica sono:

Gaio Cesare Pacini, professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Università di Firenze;
Paolo Bàrberi, professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee e Vice-Presidente di Agroecology Europe, già presidente della European Weed Research Society, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa;
Stefano Bocchi, professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee; coordinatore del Centro di Ricerca GAIA 2050, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Università degli Studi di Milano;
Manuela Giovannetti, professore ordinario di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria e Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute”, Università di Pisa;
Andrea Squartini, professore associato di Ecologia Microbica, Università di Padova;
Claudia Sorlini, professore emerito di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria, Università di Milano.

Una sorta di puntuale fact checking quindi, che ha toccato vari aspetti:

  • le differenze di produttività tra agricoltura convenzionale e agricoltura biologica;
  • le alternative al biologico;
  • i prodotti a base di rame e i prodotti chimici di sintesi;
  • la fertilità dei suoli e le emissioni di anidride carbonica;
  • l’innovazione e l’economia di mercato legata ai prodotti di qualità del made in Italy;
  • il valore dell’agricoltura italiana;
  • le soluzioni al problema della sicurezza alimentare.

Come AIAB FVG abbiamo già condiviso, se volete farlo anche voi mandate una mail direttamente a Paolo Bàrberi paolo.barberi@santannapisa.it specificando vostro nome, cognome e qualifica (consumatore interessato, cittadino attivo, allevatore bio, rivenditore, agricoltore, tecnico, ecc…).