12-10-17 • COMUNICATO STAMPA – Inizia i lavori il nuovo EGTOP, con una impegnativa agenda sul nuovo regolamento

Lunedì 9 ottobre si è tenuta la prima riunione del nuovo EGTOP (Expert Group for Technical Advice on Organic Production), ovvero il braccio tecnico della Commissione europea per quanto concerne l’implementazione del quadro normativo sull’agricoltura biologica. Il gruppo prende il posto e prosegue il lavoro del precedente, nominato nel 2010, ed è composto da 13 esperti da diversi paesi europei e con competenze complementari. Tale gruppo permanente può contare sul supporto di un più ampio pool di esperti specifici, una quarantina, che verranno coinvolti su questioni puntuali.
Il gruppo permanente, per garantire continuità, include due componenti del precedente mandato, tra cui Pino Lembo, presidente di COISPA ed esperto di acquacoltura, che è stato nominato coordinatore del nuovo gruppo.
Altra presenza italiana nel gruppo permanente è quella di Cristina Micheloni, presidente di AIAB-APROBIO Friuli Venezia Giulia e componente del CDA di Cereal Docks Organic, esperta nelle produzioni vegetali.

Il momento in cui il nuovo EGTOP entra in azione è particolarmente significativo non solo per la necessità di procedere nell’esame delle richieste presentate dagli stati membri dell’Unione Europea riguardo alla valutazione di sostanze e metodi relativi alla produzione vegetale, alla zootecnia, alla trasformazione, ecc. ma anche, o forse soprattutto, per la definizione delle regole di implementazione del nuovo regolamento europeo sull’agricoltura biologica che dovrebbe (mai condizionale fu più d’obbligo) vedere la fine del suo tribolato iter nei prossimi mesi.

Il presidente di AIAB Vincenzo Vizioli così commenta: “In questa fase di crescita e rapida evoluzione del biologico, il ruolo dell’EGTOP diventa ancora più importante affinché il regolamento possa aggiornarsi sulla base dei risultati della ricerca, nel solco dei valori che identificano il metodo biologico, senza fare pericolose fughe in avanti a sostegno di interessi commerciali ma a supporto della buona pratica dell’unico metodo che può contribuire al contrasto dei cambiamenti climatici”.

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