11-10-16 • COMUNICATO STAMPA – Il bio è sano: lavoriamo per renderlo ancor più sicuro ma non buttiamo il bambino con l’acqua sporca!

L’indagine presentata ieri sera da Report deve essere presa seriamente in considerazione e indurre una profonda analisi del sistema di certificazione e di sorveglianza, ma non comporti una reazione distruttiva e sommaria. “Si parta dalle parole conclusive della Gabanelli “nel settore ci sono molti imprenditori seri” e proprio per non buttare alle ortiche decenni di serio lavoro di tanti agricoltori e imprenditori a causa di pochissimi disonesti, che si muovono nel bio come in tutti i settori dove riescono ad infiltrarsi” dichiara Cristina Micheloni, presidente di AIAB-APROBIO FVG.
Il settore cresce bene ed è sano, ha un crescente successo commerciale e ciò attrae l’attenzione anche di chi vuole approfittarne attraverso rischiose ed illegali scorciatoie. La sfida è continuare a crescere sani, rafforzando il sistema di certificazione ed adeguandolo alla situazione che si evolve. “Di nuovo: ciò non significa che quello corrente non funziona” commenta Mauro Braidot, vicepresidente di AIAB-APROBIO FVG “ma certamente si deve adeguare e correre al ritmo del settore, in modo da dare certezze ai consumatori. Un elemento su cui urge il miglioramento è inoltre il sistema di sorveglianza, la parte, per capirci, che Regioni e Ministero di concerto fanno per verificare il lavoro degli organismi di controllo e prevenire le frodi o comunque rafforzare i punti deboli”.
Non si dica però che il sistema di certificazione del bio non è credibile: è il sistema europeo (e di consueguenza nel mondo!) più collaudato e controllato. Anche la critica al fatto che gli agricoltori bio paghino i certificatori è un falso argomento, perchè i sistemi di qualità dell’industria e dei servizi e pure delle pubbliche amministrazioni si basano sulle stesse norme e su analoghi meccanismi di certificazione. Certo, l’ideale sarebbe che tutto fosse fatto da enti pubblici dedicati e preparatissimi sull’argomento: ma è uno scenario possibile? Ed è davvero migliore? Non solo in Italia ma nella maggior parte degli stati europei ci si affida a enti privati, accreditati e controllati, questo è lo strumento che già funziona e che va rafforzato e fatto crescere assieme al bio.
È sempre utile ricordare come il “bio locale rimanga la scelta più sicura” ricorda Severino Del Giudice, del direttivo dell’associazione, “non è campanilismo nè semplificazione, però la scelta del bio locale porta con sè numerose conseguenze positive“.
In piena sintonia le dichiarazioni dell’assessore regionale Cristiano Shaurli che definisce la trasmissione una “responsabile presa d’atto della necessità di controlli costanti e chiari  a tutela del cittadino e della correttezza stessa della stragrande maggioranza degli agricoltori. Il bio è un settore in forte crescita in Friuli Venezia Giulia, regione che per la produzione biologica era in percentuale una delle ultime regioni italiane; questo è e rimane un dato fortemente positivo, sia  in termini di sostenibilità ambientale che di scelta degli operatori e questi segnali devono solo convincere istituzioni e comparto della necessità di controlli a tutela della loro onestà e dei cittadini”.
Quindi siamo costruttivi: lavoriamo per migliorare e non per distruggere, ma nemmeno nascondiamo la testa nella sabbia, affrontiamo senza remore le debolezze del sistema di controllo e di sorveglianza. AIAB-APROBIO FVG lo sta proponendo da tempo ed è disponibile ad ogni contributo e confronto.

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